SERV  "SI CAMBIA MUSICA"  PROVE 25 OTTOBRE 2017 TG TELEFOGGIA

 https://youtu.be/kXiCiqjmojA

      SERV IMPEGNO DONNA 18 10 2017 TG TELEFOGGIA

 https://www.youtube.com/watch?v=fcCSwF6less&t=3s

 

 

  

I maschi violenti in branco o da soli sono pericolosi! SEMPRE

 Lo abbiamo detto per Colonia e lo ripetiamo a ogni stupro.

Sugli orrendi stupri di Rimini assistiamo sui media ad un dibattito in cui alcune espressioni e linguaggi sono caratterizzati da crescente odio e barbarie e che esulano dal fatto in sé. Infatti non vediamo lo stesso tipo di indignazione quando si tratta di stupratori bianchi.

Gli stessi “commentatori” cosa dicono di fronte ai dati del Viminale o ai dati Istat che stanno circolando e che confermano dati agghiaccianti di violenze e stupri nel paese che conosciamo e su cui lottiamo da tempo?

Il Ministero degli interni parla di 2300 stupri da gennaio ad oggi e in cima alla graduatoria gli autori sono gli italiani.

Quel numero sarebbe molto più alto se le donne denunciassero sempre, ma non succede soprattutto per la violenza familiare che patiscono italiane e straniere. È stato reso noto che le denunce al contrario diminuiscono. Mancanza di fiducia negli aiuti istituzionali, eccessiva lungaggine di eventuali processi, il timore di una ulteriore violenza mediatica? Vittimizzazione secondaria e solitudine? Costi enormi personali ed economici? Altro? Una situazione che conosciamo bene da quando abbiamo cominciato da decenni a seguire i processi, ad accompagnare e sostenere donne, giovani ragazze, loro e i le loro genitori, in caso di stupro, di stalking, di femminicidio o di tentato femminicidio.

Ma allora viviamo in un perpetuo presente come dimostrerebbero i dati del 2006 dell’Istat che tutti i giornali riportano?

Sappiamo cosa sarebbe necessario fare come abbiamo scritto nella Convenzione No More e se si attuasse integralmente la Convenzione di Istanbul votata all’unanimità dal Parlamento Italiano solo pochi anni fa. Ma si suscita più emozione speculando sulle tragedie che affrontando i problemi ogni giorno e verificando l’efficacia delle politiche in atto e quale cultura è sottesa e funzionale alla violenza contro le donne.

Non vorremmo che sfumata l’onda di rabbia e indignazione che in questi giorni catalizza l’attenzione nel paese e la ricerca di nuovi scoop sui media, fra un anno ci trovi ancora qui a fare gli stessi commenti e a parlare di tragedie simili.

Ribadiamo che ciò che abbiamo sempre detto sulla violenza lo diciamo anche oggi. La violenza sessuale o fisica o di altra natura, indipendentemente da chi la pratichi, è da noi combattuta e condannata sempre senza alcuna attenuante. Non possiamo dirlo per tutti coloro che in questi giorni si stanno esercitando sui fatti di Rimini.

Lo stupro di Rimini, che ha visto una giovane polacca e il suo ragazzo prima e una trans poi, vittime di carnefici africani, ha messo in atto un'azione criminosa insopportabile che ferisce anche noi. Come anche quando sono stupratori gli italiani!

 

Convivenza con altre culture di fronte a tali atti significano non tacere e nemmeno considerarle doppiamente gravi se l’aggressore non è italiano. I crimini sono tali indipendentemente dalla nazionalità di appartenenza degli stupratori e violano in modo insopportabile chi colpiscono. Ma è criminoso e parte della stessa cultura della violenza maschile, fuori da un contesto umano, auspicare che tali orrori vengano commessi sul corpo di un'avversaria politica come Laura Boldrini o di altre donne come quelle del PD cui va la nostra solidarietà. 

Ci auguriamo che come i colpevoli di Rimini, tutti gli altri stupri di questi giorni, da Milano al Salento, siano presto identificati perché il fatto venga giudicato e condannato con durezza e senza minimizzazioni come spesso vediamo accadere in Italia per gli uomini e i ragazzi violenti i cui stupri qualche sindaco ha definito “bambinate”.

Alle vittime di Rimini e di altre città esprimiamo la nostra profonda solidarietà.

UDI-Unione Donne in italia

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In genere nel caso di violenza su donne e minori non ci piace riportare numeri e statistiche per fare colpo sull'opinione pubblica che al massimo si rammarica ma poi prende atto e gira pagina come se il problema non riguardasse tutti , ma ieri la notizie girata fatta circolare su tutti i mezzi di comunicazione è davvero agghiacciante.

Repubblica del 1 settembre ( V.Polchi)
"Quasi 11 stupri al giorno,quattromila ogni anno .Più di un milione di donne colpite in Italia ."È un reato orribile che resta purtroppo opaco, spesso consumato in famiglia e in cui le denuncie sono ancora molto poche " 
Fotografare la piaga della violenza sessuale ( io direi anche di quella psicologica e fisica) alla luce dei dati ufficiali non è facile ; 
il fenomeno è in gran parte sommerso ancora ma i numeri che circolano sono impressionanti soprattutto è impressionante come la Famiglia (di qualsiasi formazione si tratti) si è trasformata ,anche culturalmente, da luogo di protezione a luogo di Rischio violenza.
Le violenze denunciate sono ad opera di italiani (61%) seguiti da stranieri (per circa il 12 %) complessivi .Anche le donne sono per la maggior parte italiane per (68%) seguite da rumene a marocchine ( 12%circa).
Ma la questione che deve far riflettere sono la diminuzione del numero delle denunce quindi l"assenza di denuncia che non consente di raccontare adeguatamente la realtà .

Infine sempre e comunque quello che manca realmente è la riflessione sulla radice culturale del fenomeno .

TELEFONO DONNA   

 

        

SERV INAUGURAZIONE NUOVA SEDE IMPEGNO DONNA 1 LUGLIO 2017   TG TELEFOGGIA

 https://www.youtube.com/watch?v=wYcMMicyQIU

 

NUMERI UTILI: 

 

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=HPYgMugOxXQ

 

https://www.youtube.com/watch?v=GzlVUW9Q7gU&index=12&list=PLVcgLInJHNRgu_ZIggXO5wDQ4Da-6rgrV

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=5FdceuDxA4k