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ASSOCIAZIONE IMPEGNO DONNA – FOGGIA

L’ Associazione IMPEGNO DONNA è una Associazione di volontariato, regolarmente iscritta all’albo della Regione Puglia dal 23 ottobre. 2007( n_824), è presente sul territorio foggiano dal 1994, anno della sua costituzione.

E’ composta da socie e soci che intendono aprire un dialogo permanente con le donne e Impegnarsi in favore loro e delle loro famiglie attraverso varie iniziative e attività.

Si occupa di prevenzione e contrasto ad ogni forma di discriminazione, abuso e violenza di genere e sui minori: con queste finalità ha realizzato nel 1996 un Centro di ascolto e consulenza nei  confronti di chi vive momenti di difficoltà.

chiama  TELEFONO DONNA (0881 772499) 

Si avvale di prestazioni gratuite di socie volontarie/i appartenenti a varie professionalità, con specifiche e diverse competenze e abilità (giuridiche, psicologiche, sociali, pedagogiche ecc.) nonché sensibilità ed esperienza.

L’Associazione e il Telefono Donna attraverso le prestazioni gratuite dei propri aderenti, si prefigge fini di solidarietà nei confronti di soggetti in stato di disagio per favorire, promuovere e garantire l’affermazione e l’esercizio dei loro diritti sociali e civili.

Il Centro di ascolto Telefono Donna dal 2007 fa parte del Coordinamento Nazionale dei Centri antiviolenza in Italia del Ministero delle Pari Opportunità (tel. 1522).

Nel 1991 un gruppo di donne elabora un progetto di utilità sociale denominato TELEFONO DONNA con fini di solidarietà nei confronti dei soggetti in stato di disagio, ed, in particolare, delle donne di Foggia e della sua provincia. per favorire. promuovere e garantire l’affermazione e l’esercizio dei loro diritti civili politici e sociali. Per perseguire tale finalità si costituiva in Foggia l’11 gennaio 1994 l’Associazione senza scopo di lucro denominata IMPEGNO DONNA.

Il progetto prevede tra l’altro la realizzazione di un CENTRO Dl ASCOLTO capace di offrire alle donne ed alle famiglie del territorio un supporto di intormazione e di orientamento  ed un sostegno in momenti di difficoltà . un Centro di ascolto retto da un gruppo di operatori capaci di relazionarsi con le istituzioni e con i servizi pubblici presenti sul territorio monitorandone l’attività per costituire nel tempo Osservatorio della condizione e qualità di vita di donne e famiglie della nostra provincia propugnando un migliore rapporto tra pubblico e privato Il CENTRO D’ ASCOLTO TELEFONO DONNA. realizzato dall’Associazione a luglio del 1996 è attivo grazie ai suoi operatori volontari ed Offre gratuitamente

Corre attraverso il filo telefonico l’opportunità di instaurare un dialogo permanente fra donne. Telefono Donna si propone infatti l’obiettivo di favorire, attraverso i colloqui con l’utenza l’ascolto dei casi. un percorso di comprensione e di possibili soluzioni delle problematiche più rilevanti che agitano quotidianamente la vita delle donne e delle famiglie nella nostra realtà locale.

Nella filosofia del Telefono Donna non vi sono finalità di contrapposizione e di esclusione dell’ universo maschile bensì Io scopo di offrire sostegno e aiuto a soggetti, in particolare donne, in difficoltà, affinché conseguano la conoscenza ed libera e consapevole esercizio dei propri diritti umani, civili, sociali.

Il progetto che il centro di ascolto si propone di realizzare parte dalla fondamentale concezione che soggetto centrale nella società e la donna che – tra coppia e famiglia, genitori e figli, mondo del lavoro c Istituzioni, cultura. associazionismo e tempo ibero – si muove o esprime le sue capacità, potenzialità e risorse ln ambiti e contesti rilevanti e assai diversificati tra loro investendo proprie peculiari.

I suo impegno al centro di una serie di relazioni significative facendosi il più delle volle responsabilmente carico di una vasta e complessa gamma di problemi relazionali, e compiti conseguenti, sia in ambito familiare nell’assolvimento dei compiti di cura – educazione – formazione assistenza delle persone, che, in ambito esterno nel mondo del lavoro nel sociale e nelle attività ai qravosi impegni di studio – lavoro – formazione – aggiornamento professionale – comunicazione – relazione.

Ne consegue che il Centro di ascolto “Telefono Donna’, che aderisce al coordinamento nazionale dei centri antiviolenza in Italia del Ministero delle Pari Opportunità (Tel, 1522), spazio aperto a e a tutti coloro quali avvertano anche soltanto il bisogno di essere ascoltati e comunicare; nel gruppo di volontari che operano presso il centro di ascolto. oltre a persone attive nel mondo del lavoro ed impegnate nelle professioni, nella scuola, nel mondo del sociale sia pubblico che privato, in grado per ciò Stesso di offrire gratuitamente il proprio tempo e la propria competenza ed esperienza professionale, vi sono anche persone semplicemente sensibili alle ragioni del volontariato sociale, motivate all’ascolto degli altri e vocate all’aiuto delle persone in difficoltà.

Per perseguire i suoi scopi l’Associazione Impegno Donna ha svolto negli anni azioni diversificate in vari ambiti: in campo culturale, in particolare. si posta l’obiettivo di promuovere la conoscenza e l’informazione sulla vita e sulla condizione delle donne e delle famiglie impegnandosi in aree tematiche specifiche concernenti la questione femminile al passo con il dibattito in materia sia a livello nazionale che a livello locale con particolare riguardo all’anallsi delle problematiche piu diffuse e delle evolutive in ambito legislativo e nella realtà sociale.

Numerosi sono stati i convegni e seminari
— realizzati anche in e con collabarazione delle istituzioni – rivolti a sensibilizzare l’opinione pubblica sui grandi temi dei diritti umani e
delle persone co’ i specifica alla in di famiglia ed a tutela delle dei minori, sui temi del della femminile, della formazione professionale; in particolare É curata sulla di riferimento momenli ed occasioni di relazione e confronto con gli operatori di settore • sia pubblici che privati • presenti sul territorio, Donna ha sviluppalo negli anni una attività di relazione sul Con le altre
Associazioni con cui condivide scopi e finalità di solidarietà ed utilità sociale; ha inoltre instaurato contatti, percorsi di collaborazione e progetti con Istituzioni cd Enti territoriali tra cui il Comune di Foggia con L’ Università degli Studi.

L’Associazione Impegno Donna ha aderito al Coordinamento Nazionale dei Centri Antiviolenza presenti in Italia regionale anche nel nostro territorio.

Ha altresì aderito alla formazione del “LABORATORIO FOGGIA” promosso dall’ Università di Foggia,  insieme ad Enti locali. Enti cd Istituzioni nonché molteplici Associazioni presenti sul territorio per un fare comune, eletto metodo di la’.oro e strategia di civile, che si fonda sul principio che il confronto, Io scambio di conoscenze di pratiche e di esperienze, la çondivisione di attiitità per  il fine di
rafforzi tutti al pari della capacità di raccogliersi attorno ad uno scopo comune utilizzando apporti e risorse diverse tra loro.

                  

ASSOCIAZIONE IMPEGNO DONNA

Via Della Repubblica, 54 – 71121 Foggia

  Tel. 0881.772499 – e-mail: info@impegnodonna.it

                                          R E G O L A M E N T O

                                             Approvato il 19/01/2010 Aggiornato il 11/10/2019

Per la realizzazione del progetto “Telefono Donna” e del “Servizio Uomini Oltre la violenza “ gli aderenti all’Associazione Impegno Donne e le/gli operatrici/ori volontarie/i convengono di uniformarsi ai seguenti criteri e principi che – con la sottoscrizione del presente regolamento – espressamente dichiarano di accettare ed approvare incondizionatamente e senza riserva alcuna. Allo scopo sono formulate altrettante regole di comportamento del seguente letterale contenuto e tenore.

Ai sensi della normativa regionale presso il Centro Antiviolenza Telefono donna possono accedere solo operatrici donne, mentre presso il Servizio Uomini Oltre la violenza anche operatori maschi, Entrambi i generi possono essere soci dell’Associazione.

 Art. 1 Qualità di socie/o

La qualità di socie/i operatrici/ori e l’esercizio dell’attività di ascolto – da esercitarsi in regime di prestazione volontaria e quindi gratuita – presuppone nella/nel socia/o che vi aspiri le necessarie doti di sensibilità verso il prossimo e di rigore professionale da applicare nel corso della collaborazione al servizio e ciò, sia a livello interno, nei confronti dei consoci e delle/degli operatrici/ori, che nel rapporto con l’area tematica e con i potenziali utenti. Rispetto alle/i prime/i, tale dovere deve ritenersi assolto osservando scrupolosamente l’impegno assunto della corretta collaborazione al servizio e del  rispetto dei turni presso il Centro di ascolto.

 Art. 2 Adempimenti socie/o

 Funzionalmente a tale esigenza, sarà cura di ciascuna/n operatrice/ore comunicare il proprio recapito telefonico, raggiungere la sede attrezzata per l’ascolto con puntualità rispettando gli orari stabiliti ed, in caso di imprevisti o impedimento, sarà altresì cura della singola/o operatrice/ore incaricata/o, di preavvertire, con congruo anticipo, colei o colui che la/lo dovrà sostituire affinchè la copertura del turno possa essere sempre garantita per il regolare svolgimento del servizio.

 Art. 3  Accesso al servizio:

Il “Telefono Donna” il “Servizio Uomini Oltre la violenza” sono  servizi di primo contatto con l’utenza femminile o maschile a seconda del servizio a cui accede, a cui rispondono per la prima fase di informazione, orientamento ed ascolto attivo, operatrici/ori volontarie/i, con specifica formazione sulla metodologia dell’ascolto e dell’accoglienza, che ciascun operatrice/ore avrà cura di conseguire, all’inizio delle proprie prestazioni presso il Centro di ascolto, e, di consolidare e perfezionare, anche nel corso e per tutta la durata della propria attività di servizio presso il Telefono Donna e il servizio UOV. Tale obbligo di autoformazione ed aggiornamento potrà ritenersi assolto mediante la partecipazione agli incontri di supervisione e di autoformazione – periodicamente svolti nella sede operativa come specificamente previsto nel successivo art. 7 – nel corso dei quali attraverso l’esame e l’analisi dei casi pervenuti e trattati dal Centro di ascolto, sotto la guida delle specifiche figure professionali di volta in volta funzionali alla corretta ed efficace gestione dei casi presi in carico.

L’azione della linee telefonica si articola pertanto in varie fasi. La prima fase si svolge con l’ascolto attivo per la comprensione del caso esposto dall’utente, per la decodifica e/o chiarificazione della richiesta da parte di chi chiama, prosegue con colloqui telefonici e/o diretti di accoglienza per affrontare il problema, nel corso dei quali l’operatrice/ore di turno già svolge la propria funzione di approfondimento del caso e di consulenza professionale ovvero, nel caso si renda necessario l’intervento anche di altra specificità professionale, indirizza e accompagna le/gli utenti ai servizi interni dell’Associazione; e quindi ad avvalersi anche di altre consulenze tecniche quali la consulenza psicologica, pedagogica/educativa, sociale e legale o, quando ciò non sia possibile, indirizza ad altri servizi territoriali, pubblici e privati (CAV, Casa Rifugio, Consultori, Servizi sociali ecc.) orientando in ogni caso le/gli utenti verso le soluzioni possibili alle problematiche e/o difficoltà rappresentate con conseguente attività di ,l’accompagnamento e comunque di aiuto verso l’uscita dalla situazione di difficoltà e di rischio (approccio olistico/ecologico, metodologia del problem solving)

 Art. 4 Linee telefonica

Sulla linea telefonica di servizio non si ricevono telefonate personali dovendo la linea restare strettamente riservata all’utenza: saranno comunque possibili brevi comunicazioni interne tra operatrici/ori . E’ necessario accettare e far accettare all’utenza il principio che trattasi di servizio di prima accoglienza, osservando con il massimo rigore la regola di non fornire recapiti personali degli operatrici/ori salvo quelli di servizio cav,il che comprende ed include il divieto per gli operatrici/ori di fornire informazioni e/o indicazioni circa la propria attività lavorativa o professionale e circa i propri incarichi esterni all’associazione

 Art. 5  Formazione

Le operatrici/ori dell’ascolto vengono opportunamente formate all’ ascolto attento, alla raccolta della domanda e alla decodifica della stessa. Sono anche formate alla mappatura  dei servizi territoriali e alla rete dei servizi e degli interventi della rete antiviolenza.

Ciascuna operatrice/ore redige e compila la scheda-utente, allo scopo predisposta, cui attribuisce numerazione progressiva raccogliendovi notizie e dati rilevanti per l’individuazione dell’utente e dei profili del caso prospettato nonché delle problematiche emerse e delle eventuali iniziative e/o provvedimenti adottati. Sul retro di ciascuna scheda l’operatrice avrà poi cura di stendere propria sintetica relazione sul caso con proprie annotazioni circa una prima “decodifica” del messaggio, le informazioni e/o le consulenze già fornite con ogni necessaria annotazione relativa alle telefonate ricevute; ciò al fine di permettere all’operatrice/ore successivo di individuare immediatamente il caso e l’utente senza soluzione di continuità nella prestazione del servizio e, soprattutto, per assicurare efficienza e professionalità al servizio stesso. Pertanto l’operatrice/ore di turno curerà di fornire all’utente un proprio numero di riferimento (lo stesso che sarà poi attribuito alla scheda utente).

 Art. 6  Operatività

Non è necessario voler dare risposte a tutti i costi, né soluzioni frettolose dovendo, al contrario, nel massimo rispetto dell’altrui personalità, privilegiare l’ascolto favorendo nell’utente l’apertura al dialogo, stabilire una relazione empatica. Qualora non sia possibile fornire informazioni e/o consulenze in via immediata, sarà opportuno fissare nuovo appuntamento telefonico per potersi documentare per l’invio ad un consulente professionale interno all’Associazione o esterno ai Servizi Territoriali, per stabilire con gli stessi tempo, luogo e modalità dell’incontro. Allo scopo è indispensabile che le operatrici/ori siano messi in grado di consultare la Mappa dei Servizi e delle Strutture pubbliche e private esistenti sul territorio. E’ indispensabile, per le situazioni complesse, la condivisione del caso con gli operatrici/ori interessati al caso stesso, ognuno per le proprie competenze professionali, con un approccio multidisciplinare e di equipe.

 

Art. 7  Incontri di sintesi

Periodicamente avranno luogo incontri di sintesi e consultazione tra operatrici/ori ed alle/agli stesse/i si raccomanda vivamente di partecipare per discutere nel corso degli stessi problematiche comuni concernenti i temi dell’ascolto, del progetto e della modalità di intervento e, in genere, di ogni attività ed iniziativa utile alla vita dell’associazione e al servizio.

Art. 8  Doveri verso l’utenza

Nei confronti dell’utenza, le operatrici/ori si impegnano ad osservare le seguenti regole:

E’ consigliabile per ciascuna operatrice/ore mantenere l’anonimato, garantendo soprattutto l’anonimato dell’utenza; evitare di lasciare numeri di telefono personali, indirizzi privati o altro .Tutto per tutelare sia l’interlocutore che le proprie Persone.

  1. Ciascun operatrice/ore deve porgere ascolto favorendo la libera espressione del problema esposto, senza alcun valutazione in merito, prima di avere una chiara e attendibile idea sull’interlocutore.

  2. E’ doveroso quindi, per ciascun operatrice/ore, attivare poi il necessario collegamento con i servizi e le strutture pubbliche e con le istituzioni, qualora sia utile o necessario,

  3. Le operatrici/ore sono tenute/i altresì alla riservatezza e al segreto circa i casi e le problematiche degli utenti. Sono altresì tenuti al rispetto della vigente normativa per la tutela della privacy: a tal fine sarebbe necessario far firmare gli appositi moduli ,quando la persona si presenta in sede.

  4. Nell’ ambito delle consulenze sia telefoniche che personali, vanno assolutamente evitati giudizi di merito, parteggiamenti, informazioni sulla vita privata propria o di altri colleghi dell’Associazione.

  5. Le conversazioni telefoniche devono improntarsi al rispetto dei tempi e modalità di racconto dell’altro senza sopraffazione dell’interlocutore, evitando altresì di indulgere ad atteggiamenti assistenzialistici.

  6. Si ritiene fondamentale che, in caso l’utente chieda una consultazione personale specifica (legale,psicologica, sociale o pedagogica),la persona venga ricevuta in primis da chi ha dato il primo ascolto, così da valutare e approfondire il “bisogno” reale dell’utente e fare un’analisi della domanda.

  7. Ove all’ascolto e all’informazione faccia seguito l’invito a rivolgersi a servizi e strutture pubbliche o private, è doveroso seguire le evoluzioni del caso coltivando il rapporto con l’utenza e favorendo l’informazione di ritorno sulla efficienza/non efficienza riscontrata nei servizi e/o uffici, pubblici e privati, sul territorio.

Art.9  Rete

Il servizio Telefono Donna mantiene costanti e funzionali rapporti con le diverse realtà territoriali  con le istituzioni e gli Enti pubblici, con le altre associazioni del territorio  sia per gli interventi sulle singole situazioni di rischio e di presa in carico che su programmi di prevenzione e programmazione di politiche integrate e di rete.

Le Raccomandazione e punti di attenzione di seguito riportate sono parte integrante del Regolamento in quanto approvati nelle assemblee del 20/02/2017 del 5/11/2018

Chi riceve la telefonata deve accompagnare/seguire il caso sino alla sua conclusione;

  1. Evitare inderogabilmente di dare i numeri di cellulare personali alle donne o familiari in carico al CAV; in caso di urgenza potete dare il numero di reperibilità di Telefono Donna;

  2. Mantenere il rispetto del segreto professionale e di servizio sempre, dei casi si discute solo con i soci operatori interni al Cav;

  3. Prima di attivare azioni o interventi soprattutto esterni è opportuno discutere con l’equipe che è intervenuta sulla situazione;

  4. Evitare di discutere nel merito di una situazione su wa tranne per comunicazioni urgenti;

  5. Fuori dagli incontri di sintesi i casi vengono discussi tra le/gli operatrici/ori che hanno preso in carico il caso;

  6. Tutta la documentazione in uscita deve essere visionata da Francesca V. O da F. Dente;

  7. I fascicoli dei diversi progetti devono essere aggiornati periodicamente se continuano ad essere attivi;

  8. L’agenda di bordo non va lasciata sul tavolo soprattutto quando si appuntano riferimenti anche telefonici di Persone da noi prese in carico;

  9. E’ buona prassi che le nuove/i socie/i prendano visione della normativa internazionale, nazionale e regionale sulla violenza di genere, nonché sul nostro Statuto, Regolamento, Carta dei Servizi;

  10. La nostra Associazione è organizzato per gruppi operativi che si interessano di diverse aree tematiche così come l’assemblea decide, questi però devono preoccuparsi di comunicare a tutti gli altri/e soci/e il lavoro che si sta facendo o che si è fatto.

 Punti di attenzione sulla Metodologia

  1. Il lavoro del Centro antiviolenza richiede ascolto attento ( non invasivo) accogliente e empatico, decodifica della domanda, definizione e valutazione del problema congiuntamente alla donna. Sempre con la donna individuazione delle scelte strategiche di intervento e fasi dello stesso, utilizzando l’approccio metodologico del problem solving.

  2. Per fare questo, viste le implicazioni emotive, psicologiche, relazionali, educative e giuridico- legali è necessaria la formazione continua, l’autovalutazione, il confronto interdisciplinare e di supervisione.

  3. Nella trattazione dei casi è opportuno mantenere sempre un atteggiamento accogliente ed empatico, ma professionale, evitando ogni forma di coinvolgimento emotivo, che possa pregiudicare la nostra obiettività (pregiudizi morali, politici, religiosi).

  4. In virtù di questo occorre valutare sempre il contesto culturale in cui avvengono i fatti che ci vengono presentati: un’eventuale ricerca di approfondimento deve avere caratteristiche sperimentali, ovvero mantenendo sempre un setting operativo che garantisca sempre criteri di riservatezza e di tutela (per noi e per l’Altro).

  5. In linea di massima le telefonate non devono durare oltre un tempo minimo di informazione sul tipo di “domanda”, prediligendo sempre un incontro di persona presso la Sede operativa diversamente la si inviata in sede, ad opera della stessa persona che ha ricevuto la telefonata; incontri e/o consulenze avranno una durata max. di 45 minuti.

  6. E’ sempre necessaria una compilazione della Scheda di riferimento che sia adeguata e fedele,ma soprattutto di chiara interpretazione dei fatti ad opera di chi la legga a posteriori.

  7. Quando si rende necessario l’invio di una Relazione sul Caso all’esterno, essa sarà composta di tre parti da rispettare:

  • la prima, che indichi le modalità di accesso al nostro Servizio ,corredata poi dei dati anagrafici e familiari e con il tipo di domanda a noi posta;

  • la seconda che riporti la condizione obiettiva della donna e delle sue relazioni familiari (socio-economiche e affettive) cui segua la nostra individuazione e valutazione del problema reale in atto ;

  • la terza parte sarà centrata con quelle che sono, eventualmente, le nostre proposte di aiuto condivise con la donna che ci chiede aiuto.

  • La relazione andrà firmata dalle operatrici che hanno avuto in carico il caso e poi, come di norma, inviata con nota di accompagno, protocollata e firmata dalla Presidente o dalla Coordinatrice.

  1. Non possono essere rilasciate relazioni a privati o all’interessata stessa senza che questa ci fornisca una sua formale richiesta ,che ,comunque, andrà sempre ponderata rispetto alle effettive necessità del caso e nel rispetto delle norme giuridiche e di privacy.

  2. Per quei Casi ove si preveda di attuare in seguito un intervento di Enpowerment, se ne registrerà il nominativo e i suoi riferimenti di scheda su un Registro ad hoc; altrettanto per quei Casi, di breve o ampio Ascolto, per cui si ritenga necessaria una revisione a distanza di tempo (Follow-up)

  3. Il passaggio del caso da un operatrice all’altra va sempre fatto con gradualità e correttezza deontologica, nel massimo rispetto dell’utente e di tutto il precedente operato

  4. In caso di dubbi e perplessità operative occorre sempre consultare la Presidente o la coordinatrice in maniera diretta, evitando sintetiche comunicazioni (W.App)

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